Comune di Levico Terme

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Chiesa parrocchiale del Redentore - Grandiosa costruzione lunga 75 m, larga al transetto 34 m, alta 39 m, a croce latina, a tre navate, in stile neoromanico con lievi elementi bizantini e gotici. Fu eretta, su progetto del goriziano Leopoldo de' Claricini, al posto della vecchia chiesa dei Santi Vittore e Corona, della quale si hanno notizie che esistesse già prima del '400 e della quale sono stati conservati e ricomposti nella nuova quattro altari: i due al transetto, dedicati... leggi tutto

Chiesetta di San Biagio - Sul colle omonimo (571 m), a circa 30 minuti dal centro, dedicata a San Biagio Vescovo di Sebaste in Armenia il cui martirio risalirebbe al 316. Sorge su un sito archeologico non ancora esplorato, in prossimità di un ... leggi tutto

Madonna del Pèzo - A pianta esagonale, nella parte est della città, nel crocicchio dove si dipartono le strade per le frazioni di Barco e Selva, ai margini orientali del Parco delle Terme. Lì, fra il 1612 e il 1618 nel luogo di un antichissimo capitello con un'immagine miracolosa della Madonna, fu eretta una chiesa che fu chiamata S. Maria della Crocetta o ... leggi tutto

Chiesetta di San Valentino (presso la casa di riposo di Levico) - Fu costruita come chiesa dello "ospitale" tra il Quattrocento e il Cinquecento ed era anche chiamata, in riferimento alla peste del 1575, dei Santi Lazzaro e Marta, ai quali era intitolato ... leggi tutto

Torre del Belvedere (localmente “La toresèla”) - Si trova in prossimità dell'incrocio tra via Caproni e viale Roma (costruito nel 1960/62) ... leggi tutto

La fontana di Piazza Venezia - Costruita intorno alla metà del '500, era posta nella piazza della Chiesa all'imbocco di via Trieste (allora "Contrada della fontana") quasi sotto l'arco passante di casa "Slucca-Matteoni" ... leggi tutto

Le case dipinte di Via Dante - Si trovano quasi alla metà di via Dante, una di fronte all'altra, la casa "de Prez" con l'omonima farmacia e la casa "Arese" ... leggi tutto

Cimitero di guerra - Unito al Monumentale Cimitero Civile, è stato costruito durante la Grande Guerra e fu inaugurato il 4 novembre 1921 ... leggi tutto

Forte delle Bène (m 649) - A nord-ovest del Colle di San Biagio, costruito sul finire dello scorso secolo dagli Austriaci come seconda linea difensiva in appoggio alla linea principale dei Forti degli Altipiani di Vezzena-Lusema-Lavarone. Vi si accede per comoda stradina in circa un'ora ... leggi tutto

Forti austriaci della Grande Guerra - Sull'Altipiano di Vezzena (m 1.500); Forte Verle, gravemente danneggiato già nei primi mesi della guerra dai bombardamenti italiani da Forte Verena e dagli assalti della fanteria, fu quasi completamente distrutto dai "recuperanti" nel primo e nel secondo dopoguerra. Forte Cima Vezzena o del Pizzo di Levico (m 2.000): si dice fosse collegato con camminamento sotterraneo al Forte Verle, i suoi ruderi si ergono sulla cima più alta delle montagne levicensi, ben visibili da tutta la Valsugana.

Parco delle Terme - Fu creato alla fine del '800 trasformando 12 ettari di campagna. Doveva essere splendida cornice al Nuovo Stabilimento Bagni con annesso il Grand Hotel ... leggi tutto

Grand Hotel Imperial - Grandioso complesso alberghiero in raffinato stile liberty che include al piano terra lo stabilimento termale. Fu progettato dall'architetto tedesco Stahn, costruito dall'impresa trentina Casimiro Tomasi sotto la responsabilità tecnica ... leggi tutto

Palazzo delle Terme - Fu costruito dalla Regione Trentino-Alto Adige su progetto dell'architetto Efrem Ferrari e fu aperto nel 1965. Occupa parte dell'area sulla quale era il Grande Albergo Regina con lo Stabilimento termale, distrutto dal bombardamento alleato del 15 marzo 1945 ... leggi tutto

Le rovine del Castello di Selva - Assai antico (XII secolo), fu ricostruito ed abbellito da Bernardo Clesio, principe vescovo di Trento, nel 1536. Nel settembre del 1545 ospitò i legati pontifici al Concilio di Trento tra i quali il futuro papa Marcello II, Reginaldo Polo arcivescovo di Canterbury ... leggi tutto

Tomba romana - Si trova all'entrata orientale della Città, di fronte al parco delle Terme, ai margini del giardino dell'ex ospedale, ora poliambulatorio. Si tratta di un grande sarcofago in pietra calcarea con coperchio a capanna, acroteri agli angoli e, su un lato, rilievo di un "simpulum" ... leggi tutto

Il giardino della memoria - Una parte dei giardini dell'ex ospedale, dal maggio 2005, l'Amministrazione Comunale l'ha intitolata "Giardino della Memoria" facendo porre, lungo il vialetto che collega via Marconi alle Scuole e al viale della Stazione, due piante e due stele a ricordo di Giorgio Perlasca e della Shoah e del Metz Yegern, il genocidio dei popoli ebreo ed armeno ... leggi tutto

Il Lago - A quota 440 m si presenta, nella sua forma allungata ed incassato tra il verde del Colle di Tenna e la Canzana (la "Chiarentana" di Dante? Si veda il capitolo "Tra storia e leggenda"), come uno stupendo fiordo. E lungo 2.840 m, largo 900 m, profondo mediamente 11 m ... leggi tutto

Vetriolo-Panarotta - Piccola frazione a m 1.500, con stabilimento termale completamente ristrutturato e riaperto nel giugno del 1999 e con dotazione di attrezzature ricettive. Sta sulle pendici meridionali della Panarotta (m 2.002), montagna attrezzata per lo sci alpino e collegata con Vetriolo da una ampia strada e da un impianto di telecabina. A Vetriolo sgorga l'acqua minerale arsenicale-ferruginosa che ha fatto la fortuna termale della stessa località e di Levico: l'acqua "forte" nasce nella profondità di una grotta, la "Canopa' (volgarizzazione del tedesco knappe=minatore), quella "debole", per più basso tasso di mineralizzazione, nella "caverna di Ocra", la leggendaria figlia dei dio Fravort che, con i suoi fratelli Cupro, Sidero e Cobalto, piangono, rinchiusi nelle viscere della terra per ordine del padre, le loro malefatte: le lacrime sono l'acqua guaritrice dei mali umani. A Vetriolo è pure degna di nota la Chiesa della Madonna della Neve, edificata nel 1940: dall'arco trionfale pende un prezioso crocifisso gotico del Trecento.

Selva - Frazione raccolta ai piedi delle rovine del Castello. La Chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano è ricordata già nel 1500.

Campiello - Altra piccola frazione, nella parte più orientale del comune, sparsa sul conoide del Rio Repoèr che scende dai Prati di Monte. Vi si trova il Maso di San Desiderio che, ai tempi dei Principato Vescovile di Trento, segnava il confine con la Repubblica di Venezia.

Barco - Frazione posta alla destra del fiume Brenta, con prevalente economia agricola: il paese è dedicato a San Taddeo, al quale è intitolata la Chiesa parrocchiale, consacrata nel 1864 e nella quale si conserva una pala di Orazio Gaigher nativo del luogo.

Santa Giuliana - Anch'essa posta sulla destra del Brenta, un poco più a monte da dove sorgeva l'antica chiesa di Santa Giuliana in Palude, nominata nel 1467 e che, probabilmente, fu la primitiva parrocchiale di Levico. La chiesa attuale è del 1930: una lapide ricorda i maggiori benefattori, tra i quali la regina Elena, Umberto di Savoia e Benito Mussolini; porta graffiti e affreschi di Bonazza.

Altopiano di Vezzena - A 1.500 metri di altitudine, grande distesa di prati, dove in estate si pratica l'alpeggio in otto malghe comunali (dove si produce il rinomato formaggio Vezzena), e di foreste di conifere. In inverno interminabili piste per sci da fondo collegate con il sistema di Lavarone, Luserna (Millegrobbe) e Folgaria.

NB. Le didascalie riportate sopra sono state tratte da “Levico Terme e frazioni” di Cesare Conci, ed. Comune di Levico Terme, 2006.