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Agriturismo

Per agriturismo si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate da operatori agricoli, mediante l'utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività agricole previste dall'articolo 2135 del Codice Civile.

Rientrano tra le attività di agriturismo:

a) offrire ospitalità negli alloggi a disposizione dell'azienda agricola: fino ad un numero massimo di 30 posti letto articolati in massimo 15 stanze o 6 appartamenti. Può comprendere la somministrazione della prima colazione, che deve essere costituita prevalentemente da prodotti o preparazioni tipiche trentine, senza obbligo del rispetto delle percentuali di prodotto di cui all'articolo 2 della L.P. n. 10/2001;
b) ospitare campeggiatori in spazi aperti attrezzati: fino ad un numero massimo di 15 piazzole o minipiazzole per complessive 30 persone. Il numero di ospiti può sommarsi a quello indicato alla lettera a). Non è ammesso il rimessaggio di camper o altri veicoli su terreni agricoli di pertinenza dell'impresa agrituristica nè l'allestimento di altre strutture per l'alloggio delle persone quali case mobili o prefabbricate.
c) somministrare pasti e bevande tipici: fino ad un numero massimo di 60 posti tavola. Si intende l'offerta di pasti e bevande rientranti nella normale e ordinaria ristorazione nel rispetto della tradizione culinaria locale e trentina, ivi compresi piatti freddi, spuntini e merende, se proposti con le caratteristiche di un pasto. Le bevande a contenuto alcolico e superalcolico possono essere offerte unicamente in correlazione con i pasti, mentre è sempre permessa la somministrazione di bevande prodotte o lavorate in azienda. L'impresa agrituristica non può pertanto effettuare un semplice servizio di somministrazione di bevande al pubblico tipo bar se non correlate al pasto, oppure se non prodotte in azienda od ottenute all'esterno da materie prime aziendali;
d) organizzare degustazioni di prodotti aziendali: fino ad un numero massimo di 60 posti tavola. Si intende l'offerta anche a pagamento di assaggi di prodotti aziendali, eventualmente trasformati che non necessitano di ulteriori elaborazioni o cotture, organizzata ai fini promozionali e di vendita del proprio prodotto che non presentino le caratteristiche di un pasto completo.
e) organizzare anche all'esterno dei fondi nella disponibilità dell'impresa attività ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche, di ippoturismo, bagni d'erba e ippoterapia, finalizzate a una migliore fruizione e conoscenza del territorio, nel rispetto delle eventuali norme di settore e della normativa in materia di pubblica sicurezza.

Non vi sono limiti di posti tavola nel caso di esercizio dell'attività di somministrazione di pasti e bevande tipici e di organizzazione di degustazione di prodotti aziendali presso le malghe in considerazione della stagionalità limitata del servizio.

L'attività di somministrazione di pasti e bevande tipici nonchè l'organizzazione di degustazioni può essere effettuata anche in spazi all'aperto adeguatamente attrezzati e può essere svolta dall'imprenditore anche al di fuori dei locali agrituristici in occasione di fiere, sagre, eventi paesani o manifestazioni promozionali o servizi occasionali, nel rispetto in particolare delle disposizioni previste in materia di sicurezza alimentare e di polizia amministrativa.

Per lo svolgimento dell'attività agrituristica l'impresa può impiegare manodopera familiare ai sensi dell'articolo 230 bis del Codice Civile, nonchè personale dipendente nel numero massimo di 5 unità in caso di imprese agricole singole o associate iscritte all'APIA e di 10 unità in caso di società di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) e e) della legge provinciale.

Le somministrazioni di pasti e bevande tipici devono essere costituite in misura non inferiore al 30% del valore annuo da cibi e da bevande ottenuti dai seguenti prodotti aziendali: materie prime dell'azienda agricola, prodotti ricavati da materie prime dell'azienda agricola da essa lavorati e trasformati e/o ottenuti attraverso lavorazioni e trasformazioni esterne, nonchè, in misura complessivamente non inferiore all'80% del valore annuo, dai seguenti prodotti: materie prime dell'azienda agricola, prodotti ricavati da materie prime dell'azienda agricola da essa lavorati e trasformati e/o ottenuti attraverso lavorazioni e trasformazioni esterne, prodotti trentini caratterizzati dai marchi DOP e IGP o prodotti trentini compresi nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali o derivanti da produzioni di qualità riconosciute e certificate a livello provinciale acquistati da altre aziende agricole trentine o da loro forme collettive di trasformazione e di commercializzazione. Non rientrano nel calcolo delle percentuali di prodotto le materie prime quali caffè, te, pepe, spezie, sale e acqua minerale.

Le degustazioni di prodotti aziendali devono essere costituite in misura non inferiore all'80% del valore annuo da materie prime dell'azienda agricola, prodotti ricavati da materie prime dell'azienda agricola da essa lavorati e trasformati e/o ottenuti attraverso lavorazioni e trasformazioni esterne.

Requisiti:

  • avere la qualifica di:
    a) imprenditore agricolo iscritto all'archivio provinciale delle imprese agricole disciplinato dal capo II della legge provinciale 4 settembre 2000, n. 11, concernente "Modificazioni alla legge provinciale 5 novembre 1990, n. 28 (Istituto agrario di San Michele all'Adige), alla legge provinciale 26 novembre 1976, n. 39 (Provvedimenti per la ristrutturazione e lo sviluppo dell'agricoltura trentina) e ad altre leggi provinciali in materia di agricoltura e di edilizia abitativa, nonché disposizioni per l'istituzione dell'archivio provinciale delle imprese agricole (APIA)"; 
    b) società fra gli imprenditori di cui alla lettera a) costituite allo scopo di esercitare attività agrituristica;
    c) società costituita fra allevatori per la gestione in comune di pascoli e malghe;
    d) società cooperativa agricola e di trasformazione e vendita di prodotti agricoli e zootecnici iscritte nel registro provinciale degli enti cooperativi previsto dalla legge regionale 9 luglio 2008, n. 5 (Disciplina della vigilanza sugli enti cooperativi), nonché i loro consorzi e le associazioni agrarie comunque denominate, purché legalmente costituite; 
    e) cooperativa sociale che svolge attività agricole, iscritta nel registro provinciale degli enti cooperativi previsto dalla legge regionale n. 5 del 2008.
  • essere in possesso del nulla osta per l'esercizio dell'attività agrituristica rilasciato dal Servizio Agricoltura della PAT;
  • avere la disponibilità di locali e strutture da destinare all'esercizio delle attività agrituristiche, rispondenti ai requisiti previsti dall'articolo 7 della L.P. n. 10/2001 e alle norme in materia di urbanistica, di igiene e sanità, di prevenzione degli incendi e di sicurezza. Possono essere utilizzati locali e strutture a disposizione dell'impresa agricola tra cui, anche in modo parziale, l'abitazione dell'imprenditore agricolo e i fabbricati rurali già esistenti sul fondo e non più necessari alla conduzione dell'attività agricola, nonchè eventuali nuove realizzazioni nei limiti definiti dal regolamento di esecuzione D.P.P. 13 marzo 2003, n. 5-126/Leg. Gli immobili devono essere collocati nel territorio del comune in cui ha sede l'impresa o in comuni limitrofi, anche in zone con destinazione urbanistica diversa da quella agricola, purchè compatibile con gli strumenti di pianificazione, fatta eccezione per l'esercizio dell'attività agrituristica in malghe;
  • essere in possesso dei requisiti morali di cui agli art. 11 e 92 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
  • insussistenza nei propri confronti, dei soci e dell'eventuale preposto delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all'articolo 67.

solamente per svolgimento dell'attività di somministrazione di pasti e bevande:

  • essere in possesso dei requisiti morali previsti dall'articolo 71, commi da 1 a 5, del D.Lgs. n. 59 del 26 marzo 2010
  • essere in possesso dei requisiti professionali previsti dall'articolo 71, comma 6 del D.Lgs. n. 59 del 26 marzo 2010

solamente per svolgimento dell'attività di somministrazione di degustazioni di prodotti aziendali e delle prime colazioni che non richiedono manipolazione:

  • essere in possesso dell’attestato di frequenza al corso di formazione sull'igiene degli alimenti per i responsabili dell’autocontrollo HACCP.

Accertamento rapporto di connessione

Ai fini del rilascio del nulla osta per l'esercizio dell'attività agrituristica, il Servizio Agricoltura della PAT accerta la connessione tra l'attività agricola e le attività agrituristiche in base all'estensione delle superfici agricole utilizzate dall'azienda agricola, alla natura e alla varietà delle coltivazioni e degli allevamenti, al numero degli addetti, alla quantità e alla qualità delle produzioni, alle caratteristiche dei locali e delle strutture a disposizione, secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione. Il requisito della connessione è soddisfatto quando il tempo dedicato in un anno all'attività agricola è prevalente rispetto a quello dedicato all'attività agrituristica. 

L'esercizio delle attività agrituristiche fino a 10 ospiti, compresa la somministrazione di pasti e l'esercizio delle attività ricreative, culturali e didattiche, non sono soggetti all'accertamento del rapporto di connessione.

Segnalazione certificata di inizio attività

Una volta ottenuto il nulla osta provinciale, l'azienda deve presentare al Comune la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e l'attività agrituristica può essere iniziata dal giorno di presentazione della medesima all'Amministrazione comunale.
Specifica la collocazione e le caratteristiche delle strutture utilizzate per lo svolgimento dell'attività, i periodi, i prezzi massimi e gli orari di apertura dell'esercizio agrituristico.

Con deliberazione n. 1597 di data 15 settembre 2014 è stata estesa l'applicazione del SUAP telematico - Sportello Unico telematico per le Attività Produttive anche ai procedimenti inerenti all'attività agrituristica ed è stata approvata la relativa modulistica. 

Orari e periodi di apertura

L'orario e i periodi di apertura sono scelti dall'operatore agrituristico con la SCIA; eventuali modifiche all'orario o periodo di apertura scelto con la SCIA devono essere previamente comunicate al Comune.

L'operatore agrituristico deve garantire l'apertura dell'esercizio agrituristico per almeno 3 mesi consecutivi all'anno e articolare l'apertura dell'esercizio in non più di 4 periodi durante l'anno solare.

Tipologia esercizio Fascia oraria giornaliera di apertura e chiusura 
SOMMINISTRAZIONE PASTI E BEVANDE tra le ore 11.00 e
le ore 24.00          
apertura per almeno 3 ore giornaliere per pasto e intervallo di chiusura non inferiore alle 2 ore consecutive, fatta eccezione per attività esercitata nelle malghe.
SOMMINISTRAZIONE DEGUSTAZIONI PRODOTTI AZIENDALI tra le ore 9.00 e
le ore 24.00  
è consentito subordinare l'apertura dell'esercizio alla prenotazione da parte degli ospiti
 
ATTIVITA' DI FATTORIA DIDATTICA tra le ore 9.00 e
le ore 24.00    
è consentito subordinare l'apertura dell'esercizio alla prenotazione da parte degli ospiti
Dal 22 dicembre al 7 gennaio è consentito agli esercizi aperti in tale periodo l'apertura fino alle ore 2.30 e fino alle ore 5.00 la notte del 31 dicembre.

L'accesso del pubblico è consentito fino all'ora prevista per la chiusura. Lo sgombero del locale deve essere effettuato nella mezz'ora successiva all'orario di chiusura, durante la quale sono vietate le somministrazioni di pasti e di bevande o delle degustazioni dei prodotti aziendali.

In relazione a preventive e motivate richieste dell'imprenditore, per situazioni straordinarie e occasionali, per non più di 10 volte nell'anno solare, il Comune può autorizzare l'apertura per periodi, orari e posti tavola in deroga ai limiti previsti dal regolamento d'esecuzione.

Gli orari e i periodi di apertura e di chiusura sono pubblicizzati con appositi cartelli, all'esterno dell'esercizio; con le medesime modalità è reso noto il riposo settimanale di cui l'operatore, anche occasionalmente, intenda avvalersi.

Classificazione

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Le imprese sono classificate da 1 a 5 margherite sulla base del punteggio ottenuto sommando i valori corrispondenti a ciascuno degli elementi contenuti nell'allegato E, sezione 1, tabelle 1 (Requisiti strutturali e di servizio), 2 (Contesto produttivo e naturalistico) e 3 (Contesto ricreativo).
L'interessato presenta al Comune, unitamente alla SCIA, una dichiarazione concernente l'autovalutazione dell'azienda agrituristica ed il Comune, entro 60 giorni dal ricevimento della SCIA, assegna all'azienda agrituristica il livello di classificazione corrispondente al punteggio riportato nell'autovalutazione.
L'autovalutazione deve essere compilata successivamente per segnalare tutte le variazioni intervenute negli elementi di classificazione anche se non comportano mutamenti nel livello di classificazione.

Marchio di qualificazione delle aziende agrituristiche

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Alle aziende agricole autorizzate ad esercitare l'attività agrituristica è assegnato il marchio di qualità agrituristica. Il logo del marchio di qualificazione delle aziende agrituristiche è descritto nell'allegato E bis del regolamento di esecuzione della L.P. n. 10/2001.Deve essere esposto all'esterno dell'esercizio agrituristico.

 
 
 

Obblighi degli operatori agrituristici: 

Gli operatori turistici hanno l'obbligo di:

  • mantenere il rapporto di connessione tra le attività agricole e quelle agrituristiche secondo quanto previsto dall'articolo 4 della L.P. n. 10/2001;
  • esercitare le attività agrituristiche conformemente a quanto dichiarato nella segnalazione certificata d'inizio attività;
  • comunicare giornalmente l'arrivo delle persone alloggiate ai competenti organi di pubblica sicurezza in osservanza dell'articolo 109 del regio decreto 18 giugno 1931, n.773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);
  • comunicare preventivamente al comune le eventuali variazioni apportate ai periodi e agli orari di apertura al pubblico, nonché ai prezzi per i servizi offerti;
  • partecipare, con cadenza almeno quinquennale, alle iniziative di aggiornamento professionale promosse dalla Provincia per la qualificazione dell'offerta agrituristica;
  • comunicare al comune e alla struttura provinciale competente, entro trenta giorni dal suo verificarsi, la variazione dei requisiti previsti dall'articolo 3, commi 2, 3 e 4 della legge provinciale, o del rapporto di connessione, oppure la cessazione dell'attività;
  • esporre al pubblico, in luogo ben visibile, la segnalazione certificata d'inizio attività e la lista dei prodotti, specificando quelli che non provengono né dall'azienda né dai produttori agricoli trentini (vedi fac simile), dei servizi offerti con l'indicazione dei relativi prezzi, dei periodi e degli orari di apertura al pubblico nonchè, all'esterno, il marchio agrituristico provinciale;
  • informare i clienti circa la presenza all'interno dei piatti proposti nel menu di allergeni come elencati nell'allegato 2 del Regolamento UE n. 1169 del 25 ottobre 2011.

NB. dall' 1 gennaio 2015 la "Comunicazione modifiche attività agrituristica" e la "SCIA nuova apertura/ampliamento/riduzione attività agrituristica" potranno essere presentate solo attraverso il SUAP telematico.

Pagina pubblicata Giovedì, 03 Marzo 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 09 Marzo 2016

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